INDICE GENERALE4 SEGNALAMENTO (parte I) /4.4 SEGNALAMENTO IN LINEA

4.4.4 Segnali luminosi

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Funzionamento dei segnali

I segnali luminosi a schermo mobile sono costituiti da un unico complesso ottico, con un’unica lampadina a filamento, molto concentrato, posto nel fuoco di uno specchietto sferico. La luce diretta della lampadina e quella riflessa dallo specchio fuoriescono dal complesso ottico attraverso una lente; tra quest’ultima e la lampadina è interposta una piccola ventola con tre vetrini (quello centrale è rosso, gli altri sono uno verde e uno giallo) collegata all’equipaggio mobile mediante un relè polarizzato che, a seconda del verso della corrente inviatagli dal posto di manovra, si eccita in un senso o nell’altro portando davanti alla lampada il vetro giallo o quello verde. La condizione di riposo, per il principio di sicurezza, è con la lente rossa davanti alla lampadina. Il punto debole di questo sistema consisteva nel passaggio da giallo a verde: per un attimo, infatti, la luce proiettata è rossa, cui il PdM deve attenersi fermando il treno. Il problema fu risolto invertendo i vetri colorati (giallo al centro, mantenendo il rosso come condizione di riposo).
Per aumentare l’affidabilità dei segnali si decise di progettarli senza organi in movimento e si giunse a due possibili soluzioni: i filtri dicroici e le fibre ottiche. Questi sistemi prevedono la presenza di tre lampadine con, davanti, i tre rispettivi vetrini colorati. Un’altra importante caratteristica è che consentono anche una notevole semplificazione nei circuiti di controllo, che riguardano ora solo l’efficienza della lampadina.
Un segnale spento (p.es. per guasto) deve essere sempre considerato dal macchinista a via impedita; il Dirigente Movimento provvederà al più presto a prendere le corrispondenti precauzioni (segnali a mano, prescrizione alla stazione precedente e chiamata all’operaio di manutenzione).

L’uso dei filtri dicroici – detti anche diodi ottici – si fonda sulla proprietà di lamine che, realizzate con adeguati materiali e opportune tecniche, risultano trasparenti per luci di determinati colori (lunghezze d’onda) e riflettenti per altri. Le tre lampadine, con i rispettivi vetrini colorati, sono pertanto disposte rispetto a due opportune lamine dicroiche in modo tale che la luce della lampada rossa attraversi due filtri per essa trasparenti, la gialla venga riflessa dal primo e attraversi il secondo, mentre la verde sia riflessa dal secondo.

Si sfrutta la capacità delle fibre ottiche di convogliare la luce: in corrispondenza di ogni lampadina viene disposto, a valle del vetrino colorato, un fascio di fibre ottiche che convoglia la luce nel centro ottico del segnale, di cui, poi, la luce stessa verrà proiettata all’esterno, come in un qualsiasi segnale luminoso.

 

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